Informazioni sulla sicurezza, settimana 22, 2006
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Introduzione
All’inizio di maggio di quest’anno, sono state rubate informazioni riguardanti oltre 26 milioni di reduci degli Stati Uniti.
Si tratta di una cifra impressionante, superiore alla somma degli abitanti di Svizzera e Paesi Bassi e pari a circa il 10% dell’intera popolazione degli U.S.A.
Le indagini relative al furto sono ancora in corso, ma sono già disponibili alcune informazioni:
- I dati includevano nomi, date di nascita, numeri di previdenza sociale e in alcuni casi informazioni riguardanti i coniugi ed eventuali percentuali di invalidità.
- Non si ritiene che lo scopo ultimo del crimine fosse la raccolta di queste particolari schede.
- Le informazioni sono state carpite dall’abitazione di un dipendente del Department of Veterans Affairs.
- Tale dipendente non aveva ricevuto l’autorizzazione per trasferire i dati a casa propria.
Dal caso specifico alla norma generale
Cosa si può imparare da questo fatto?
Innanzitutto, esaminiamo le quattro voci indicate sopra per capire se sia possibile produrre una serie di generalizzazioni che possano risultare utili in altre circostanze simili.
1. Sistematizzazione delle informazioni personali
I computer e i sistemi elettronici di memorizzazione dati hanno reso possibile il salvataggio, la sistematizzazione e l’analisi di enormi quantità di dati in uno spazio di memorizzazione estremamente ridotto e con un dispendio di tempo minimo. Si tratta di risultati che solo qualche decennio fa sarebbero stati impensabili.
Tali soluzioni comportano notevoli vantaggi, di cui approfittiamo quotidianamente, ma che nascondono anche dei pericoli. Ecco di seguito un breve riepilogo:
- Un’enorme quantità di dati memorizzata in minuscoli dispositivi risulta più facile da trasportare, per utilizzare un termine generico, rispetto a una stanza o a un edificio pieni di documenti cartacei.
- La combinazione e l’analisi dei dati di varie fonti può rivelare molte informazioni riguardanti una persona. Tali informazioni potrebbero essere utilizzate per i furti di identità.
- La maggior parte delle persone ritiene di avere diritto alla riservatezza dei dati personali. Il potenziale e la pratica di raccolta delle impronte digitali elettroniche limitano tale privacy.
2. La scoperta "casuale" di un tesoro
I computer in generale e i portatili in particolare sono uno dei bersagli preferiti dai ladri.
Pur compiendo il furto solo per impadronirsi del computer, il ladro potrebbe scoprire successivamente che le informazioni memorizzate al suo interno valgono immensamente di più.
3. I pericoli del telelavoro
Il telelavoro si sta diffondendo sempre più. Tuttavia, è necessario tenere a mente che l’abitazione di un dipendente è molto meno sicura di un ufficio aziendale. Ciò vale per la sicurezza fisica e per quella informatica (firewall meno restrittivi, computer con diversi schemi di patch, software antivirus non aggiornati e così via).
L’azienda dovrebbe tenere in considerazione questi problemi inerenti il telelavoro e impostare sistemi che riducano il rischio a un livello accettabile per la società.
4. Violazioni delle normative
Come evidenziato dal caso esaminato in precedenza, le normative aziendali potrebbero non essere sufficienti a proteggere le informazioni sensibili. A volte i dipendenti violano le normative per vari motivi (il lavoro viene portato a casa per poter rispettare le scadenze, le normative aziendali ostacolano le procedure lavorative, dimenticanza del testo delle normative e così via).
In alcuni casi, potrebbe essere necessario applicare le normative utilizzando dispositivi fisici o logici.
Riepilogo
Il caso delle informazioni di milioni di veterani degli Stati Uniti cadute nelle mani sbagliate potrebbe venire considerato isolato. Tuttavia, in teoria potrebbe verificarsi nuovamente e ciò sottolinea la necessità di proteggere le informazioni, anche dai propri dipendenti.
Ulteriori informazioni
Ulteriori informazioni sul furto dei dati dei reduci sono disponibili su vari siti giornalistici su Internet e sul portale ufficiale Web del governo degli Stati Uniti all’indirizzo seguente (viene aperta una nuova finestra del browser).
