Informazioni sulla sicurezza, settimana 16, 2008

Security Information


L'Internet Crime Complaint Center (IC3) è sorto negli USA come accordo di collaborazione fra il National White Collar Crime Center (NW3C) e l'FBI. Le sue attività sono rivolte principalmente alla lotta ai crimini informatici.

Il rapporto di IC3 per il 2007 è stato appena pubblicato e il suo contenuto presenta lati molto interessanti, soprattutto perché le cause di lamentele indicate sembrano differire notevolmente da quanto viene in genere riportato dai mezzi di comunicazione. I media concentrano la loro attenzione principalmente su termini inquietanti, quali phishing e furto di identità, che in realtà rappresentano solo una piccola parte delle lamentele riportate, come viene indicato di seguito.

Il rapporto fa unicamente riferimento alla situazione statunitense e non fornisce un quadro della "criminalità informatica a livello mondiale". Tuttavia, i risultati appaiono interessanti e probabilmente rispecchiano la situazione presente anche in altri paesi. Ad ogni modo, si può ritenere che il numero di persone coinvolte in atti criminali negli USA sia superiore a quanto non risulterebbe da rapporti simili che prendessero in considerazione altre aree geografiche.

Alcuni punti salienti del rapporto

Contrariamente alle previsioni (?), il numero di lamentele pervenute nel 2007 è pari a quello dell'anno precedente (in effetti, è stato registrato un lieve calo). Le ragioni di tale stabilità possono essere molteplici, ma probabilmente l'inasprimento delle pene relative ai crimini informatici negli ultimi anni ha giocato un ruolo importante in questo senso.

L'importo totale delle perdite monetarie dovute a questo genere di crimini è invece salito considerevolmente a una cifra record di 239 milioni di dollari. Il rapporto analizza le perdite risultanti e presenta dati interessanti, ad esempio:

  • La perdita monetaria mediana (rispetto a quella media) è stata di 680 dollari.
  • Oltre il 15% dei casi segnalati riguardano una perdita monetaria inferiore a 100 dollari.
  • Oltre la metà dei casi segnalati riguardano una perdita monetaria inferiore a 1.000 dollari.
  • Solo il 12% dei casi segnalati riguardano una perdita monetaria superiore a 5.000 dollari.

Ciò sembra indicare che il crimine informatico a questo punto è caratterizzato da un numero elevato di crimini minori.

Come già anticipato in precedenza, le tecniche fraudolente più note, quali furto di identità e phishing, non costituiscono una parte sostanziale delle lamentele pervenute. Il tipo di crimine più diffuso quest'anno (come l'anno precedente) risulta essere la frode sulle aste che riguarda il 36% dei casi riportati (segnando comunque una diminuzione significativa rispetto al 2006). Al secondo posto troviamo la mancata consegna e/o il mancato pagamento di merci (25%). Il furto di identità rappresenta circa il 3% delle lamentale (in aumento).

Il rapporto fornisce una serie di statistiche demografiche riguardanti gli esecutori e le vittime dei crimini. Non sorprende scoprire che la maggior parte dei criminali identificati risulta essere di sesso maschile (il 75%, valore simile al 2006). Inoltre, le vittime di sesso maschile hanno subito mediamente perdite più ingenti rispetto alle donne.

Vale inoltre la pena notare che gli ultrasessantenni risultano essere le persone più colpite rispetto ad altre fasce di età rappresentate nel rapporto. Questo dato, stabile rispetto al 2006, è forse spiegabile con una familiarità con Internet acquisita solo in età adulta.

Il contatto anonimo fra criminali e vittime risulta essere il metodo di gran lunga più diffuso: e-mail e pagine Web rappresentano le tecniche maggiormente utilizzate. Solo nell'1,7% dei casi è stata adottata una tecnica di incontro personale. È invece sorprendente scoprire che nel 18% dei casi vengono riportati contatti telefonici e in oltre il 10% si è ricorsi al servizio di posta tradizionale.

Un avviso sull'interpretazione dei risultati

È importante tenere a mente che il rapporto e le statistiche fornite fanno riferimento alle lamentele pervenute all'IC3. Esistono molte ragioni per cui società e privati cittadini possono decidere di non rivelare di essere state vittime di un crimine informatico. L'incidenza dei casi non riportati sulle statistiche sopra indicate costituirebbe la base per un'interessante analisi.

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Ulteriori informazioni

Il rapporto completo - The Internet Crime Complaint Center 2007 Internet Fraud Crime Report: January 1, 2007-December 31, 2007 è disponibile come file PDF a questo sito (il collegamento apre una nuova finestra del browser).

Il rapporto fornisce inoltre

  • Una serie di consigli utili sulla prevenzione dei crimini informatici (appendice II)
  • Esempi dettagliati delle tecniche utilizzate, ad esempio "Truffe relative agli animali", "Truffe relative ad acquirenti segreti e trasferimento fondi", "Frode romantica" e altro